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CASE HISTORY BEDUSSI

In questa raccolta del nostro blog che chiamiamo Emozioni e packaging vogliamo raccontare perché e come nascono i nostri progetti di packaging, come si sviluppano e come si realizzano.

 

Abbiamo progettato e prodotto la nuova confezione per contenere il panettone di Bedussi.

Le caratteristiche che contraddistinguono le proposte Bedussi sono alta qualità, originalità, ricerca e sperimentazione. Tutti questi elementi sono combinati insieme ad Arte.

 

Perché è nato il progetto packaging panettone Bedussi?

È nato per il desiderio di emozionare con una scatola che è legata a un momento di gioia e convivialità: il Natale. Non bastava inserire il panettone in un packaging, volevamo che la confezione stupisse e comunicasse a gran voce con il consumatore.

Come inizia un progetto con l’obbiettivo di emozionare?

Il desiderio di magia, l’anticonformismo, il non avere regole e preconcetti sono alla base del successo.

Da un punto di vista pratico, si avvia una ricerca che definisce il mondo nel quale si vuole operare, e si definisce l’interazione persona-oggetto che si vuole creare.

Al termine di un’ampia ricerca, si restringe il campo selezionando gli elementi che, anche decontestualizzati​, possano soddisfare le esigenze sia in termini di fattibilità, sia in termini di coerenza con l’identità aziendale. Dopo una serie di prototipi e ipotesi, le idee si fanno chiare: nel nostro caso la scatola sarebbe dovuta essere un tamburello, e l’interazione magica sarebbe dovuta essere suonarla.

 

Come può una scatola essere suonata?

Se lo puoi immaginare lo puoi realizzare, ed ecco quindi la scelta di inserire nella scatola elementi che fanno “musica”: i campanellini.

 

Come si può far interagire l’acquirente con una scatola?

Strappare un sorriso sempre e comunque.

L’interazione con la scatola è uno degli elementi chiave di questo packaging; a tale proposito sono stati fatti vari esperimenti di usabilità e di ergonomia, provando varie tipologie di coperchio, anche con differenti altezze e finiture. Il risultato che ne è scaturito è un coperchio con un bordo superiore sporgente, sul quale far battere l’oggetto sul palmo della mano, provocando il suono dei campanellini.

Qual è il valore aggiunto?

Il miglior riciclo è il riutilizzo.

Volevamo anche che il coperchio diventasse un oggetto da tenere, da appendere a una parete di casa, così oltre ai sonagli abbiamo aggiunto delle strisce, inizialmente di tessuto, poi diventate di raso, più elegante e vibrante, colorate sugli stessi toni delle scatole.

Per far risaltare l’allegria dell’interno abbiamo tenuto la parte esterna molto minimale, giocando il tutto su colori accesi di tendenza.

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